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Vegetazione costiera…le dune

 

Le dune costiere sono strutture sabbiose ondulate. Si sviluppano parallelamente al litorale, sono costituite soprattutto da sedimenti fini incoerenti portati dai fiumi (origine fluviale) e dal moto ondoso (origine marina) che trasporta e rideposita i sedimenti secondo le correnti principali. Non sono strutture statiche, sono instabili, sono soggette a continui spostamenti e ridimensionamenti causati dalla direzione e dalla forza del vento. Il vento, infatti, spinge le particelle sabbiose creando un lato sopravento con pendenza moderata e un lato sottovento con pendenza più accentuata. Generalmente il versante della duna esposto al mare è maggiormente colpito dall’azione erosiva del vento, mentre il versante protetto si accresce per l’accumulo dei granelli di sabbia.

LA VEGETAZIONE DELLE DUNE
La vegetazione dei litorali, che nell’insieme si definisce
vegetazione psammofila (che cresce sulla sabbia) riveste un ruolo fondamentale nell’edificazione, stabilizzazione ed evoluzione geomorfologica dei sistemi dunali costieri.

Subito dietro la fascia di battigia che appare priva di vegetazione come conseguenza dell’azione del moto ondoso si insedia la vegetazione effimera, caratterizzata da piante annuali che prediligono i suoli sabbiosi ricchi di materiale organico spiaggiato dalle onde. Le specie più rappresentative sono la Salsola kali (Erba Kali) , la Cakile maritima (Ravastrello marittimo) , l’Euphorbia peplis (Euforbia delle spiagge) , il Polygonum maritimum (Poligono marittimo), lo Xanthium italicum (Nappola spinosa) , Euphorbia paralias ( Euforbia marittima). Questa zona è denominata CAKILETO.

Salsola kali

 

Cakile maritima

Più all’interno, sulle dune embrionali, si rinviene la vegetazione ad Agropyron junceum (Gramigna delle spiagge) , graminacea stolonifera, tipicamente psammofila, che consente l’edificazione delle dune. In questa zona si rinvengono diverse altre specie molto specializzate come Sporobolus arenarius, quali Matthiola tricuspidata (Viola marina), Matthiola sinuata (Violaciocca sinuata), Cyperus kalli (Zigolo delle spiagge), Otanthus maritimus (Santolina delle spiagge), ecc. Quest’altra zona è chiamata AGROPIRETO.

Agropyron junceum

 

Viola marina

Sulle dune più interne e consolidate, è presente la vegetazione ad Ammophila littoralis (Sparto delle spiagge), grossa graminacea cespitosa che svolge un ruolo di grande importanza nel processo edificatorio delle dune. I suoi cespi rallentando la velocità del vento favoriscono l’accumulo della sabbia. La zona è per questo motivo è chiamata AMMOFILETO.

Ammophila littoralis

 

Sul retroduna si insedia una vegetazione caratterizzata da piccoli cespugli di Ononis ramosissima, una fabacea, cui si accompagnano altre specie psammofile tra cui Centaurea sphaerocephala (Fiordaliso delle spiagge), Seseli tortuosum var. maritimum (Finocchiella marittima), Scabiosa maritima (Vedovina marittima).

Ononis ramosissima

 

Fiordaliso delle spiagge

 

Finocchiella marittima

 

Del tutto scomparsa è la macchia psammofila a Ginepro coccolone (Juniperus macrocarpa). Vestigia di questa vegetazione ormai estinta sono da considerare gli esemplari isolati di diverse specie arbustive della macchia che si rinvengono qua e là sulle dune quali il Lentisco (Pistacia lentiscus), l’Olivastro (Olea europaea var. sylvestris) e la Fillirea (Phillyrea latifolia).

Ginepro coccolone

In generale è giusto osservare che il sistema delle comunità vegetali psammofile costiere costituisce una sorta di “diaframma elastico” su cui si attutiscono fortemente gli effetti del mare e che la sua presenza è condizione necessaria sia per l’equilibrio della diversa vegetazione naturale retrostante che per il mantenimento delle dune e delle spiagge e la loro resistenza all’azione erosiva del mare.

Una sana situazione litoranea, con dune progressivamente più stabili e basse macchie nelle dune più interne, è in grado di alzare i venti salsedinosi carichi di aerosol marino e di limitare quindi la quantità di sabbia trasportata lontano dal vento, condizioni queste indispensabili per consentire l’esistenza di comunità forestali stabili retrostanti al sistema dunale.

 

 

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