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Un orto nel mare…

Basilico, pomodori, fagioli, origano. A pochi metri da una spiaggia di Noli, in Liguria, in sei cupole ancorate sul fondo crescono vegetali e piante officinali. Un esperimento che dall’estero guardano con attenzione. E che si replicherà nel lago di Como e in un’ex miniera belga.

 

 

E’ Nemo’s Garden, l’orto sottomarino che dall’estero studiano con molto interesse e che si trova a Noli, in provincia di Savona.  La prima piantina sperimentale coltivata è stata il basilico, elemento base per il famoso pesto, che è cresciuta molto bene.

Dopo un paio di anni, con risultati positivi, si è proseguito con diverse tipologie di insalate, pomodori, zucchine, piselli, fagioli, timo, origano, menta, maggiorana.  La crescita di queste piante era accelerata, soprattutto nella loro prima fase di vita e analizzando le proprietà si è notato una concentrazione maggiore di oli essenziali. Così si è deciso di provare le piante medicali e cosmetiche come l’aloe vera, la salvia elegans, le tagete, le bacche di goji, l’elicriso e l’issopo officinale.

La prima vera vetrina di Nemo’s Garden è stata Expo 2015 a Milano con il suo motto “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.

 

Questo sistema potrebbe essere un modo per ridurre la denutrizione guardando al futuro, con le risorse del suolo in via di esaurimento.

Mari ed oceani rappresentano una riserva d’acqua di fatto illimitata. L’ acqua è salata però, ma non è un ostacolo. Infatti si è pensato a queste serre sottomarine, serre chiamate “biosfere” e collocate in un habitat subacqueo a una profondità compresa tra i sei e i dieci metri, per una superficie complessiva di circa cento metri quadrati. Le biosfere per ora sono sei in tutto: cinque vengono riservate alle coltivazioni, una è chiamata Osservatorio ed è dedicata, appunto, all’osservazione.

Sono composte da una struttura metallica (ancorata al fondale) e una cupola trasparente di metacrilato, materiale acrilico simile al plexiglass, per consentire alla luce di filtrare. La parte bassa è aperta per far accedere i sub-agricoltori.

 

Ma come funzionano più nel dettaglio? La luce solare che lambisce le biosfere, tanto per cominciare, risulta sufficiente a garantire il processo di fotosintesi. Favorisce inoltre l’evaporazione dell’acqua e scalda l’aria presente all’interno delle cupole. Tutte dinamiche che portano alla condensazione dell’umidità sulle pareti più fresche (che sono a contatto con il mare): si ottiene così l’acqua dolce vitale per le piante.

Il costo di una biosfera varia molto ed è finora sostenuto interamente dall’ Ocean Reef Group.

Una delle biosfere di fronte a Noli è stata noleggiata anche da una società francese di farmaci (che la utilizzerà soprattutto per i prodotti cosmetici).

Certo, i tempi per avere l’orto subacqueo personale sono ancora lontani, ma certe trasformazioni avvengono anche così: passo dopo passo… anzi, biosfera dopo biosfera…

Fonte: web

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