Crea sito

Scorzobianca…una radice riscoperta

 

Un tempo diffusa e coltivata specialmente in Piemonte e in Liguria, la Scorzobianca (Tragopogon porrifolius) è oggi un ortaggio raro. Chiamata anche Barba di Becco o di Caprone (perchè i semi, simili a quelli del tarassaco, hanno il soffione a forma di barba di caprone. E’ conosciuta anche con il nome di  “asparago d’inverno”. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae e il suo aspetto è simile a quello delle carote, con il seme di colore chiaro da cui partono vistosi piumini.

Pianta erbacea biennale, che può raggiungere l’altezza di un metro con foglie di colore verde grigio strette e molto allungate che ricordano quelle dei porri. Nel primo anno di vita emette le foglie ed ingrossa la sua radice mentre nel secondo anno fiorisce in maggio-giugno con uno scapo eretto che porta alla sommità dei fiori bruno-violacei.

La radice liscia e carnosa può raggiungere la lunghezza di 20 cm ed è di colore bianco avorio.

PROPRIETA’

Questo ortaggio possiede interessanti proprietà terapeutiche: è altamente depurativa, favorisce lo smaltimento delle tossine grazie all’elevato contenuto di fibre ed è ricca di inulina chiamata anche “zucchero buono” ben tollerato dall’organismo. Inoltre contiene pochissime calorie, circa 15 per etto.

COLTIVAZIONE

Allo stato spontaneo, cresce in prati aridi, poco curati, in incolti, da 0 a 1000 m di altitudine e fiorisce da giugno ad agosto. Per la coltivazione e per ottenere un prodotto un scegliere terreni sciolti, freschi, ricchi di humus, profondi e non troppo fertili. Il terreno si prepara con una vangatura per eliminare eventuali sassi, causa della formazione di radici biforcute.

ESPOSIZIONE

Il terreno deve essere ben esposto al sole.

SEMINA

La semina si effettua in tarda primavera, a partire dalla fine di aprile, con raccolta annuale, anche se in realtà si tratta di pianta biennale. In file distanti fra loro circa 40 cm e con semi posti ad una profondità di 2 cm. Le piantine dovranno essere diradate così che la distanza fra una pianta e l’altra vari dai 10 ai 15 cm.

SFALCIO

A settembre, secondo lo schema di coltivazione classico, si effettua lo sfalcio delle foglie per favorire l’ingrossamento delle radici.

RACCOLTA

Può iniziare all’arrivo dell’inverno e protrarsi fino ad aprile. Si estraggono dal terreno, con la forca a denti larghi e non per trazione. La raccolta deve avvenire con terreno abbastanza asciutto per ridurre al minimo le rotture.

STORIA

La Scorzobianca è conosciuta sin dall’antichità e ben coltivata nell’Antica Grecia, anche se la sua origine è incerta. La coltivazione tradizionalmente si inseriva in un periodo dell’anno nel quale non erano previste produzioni in pieno campo, favorendo, così, l’occupazione della manodopera aziendale e la possibilità di sfruttare gli appezzamenti per il ricavo di reddito nei primi mesi dell’anno.
La tradizione del consumo di questa pianta ha origine antica, probabilmente legata alla consuetudine di raccogliere allo stato selvatico la specie affine, 
Tragopogon pratensis, ed utilizzarne la radice che, bollita nel latte, rappresentava un ottimo tonificante e ricostituente dopo le debilitanti malattie invernali.

USO IN CUCINA

Le foglie giovani  che germogliano all’inizio della primavera e i germogli floreali con i loro steli sono molto gustosi se cotti. Il sapore della radice è particolare: il retrogusto dell’ortaggio crudo è amarognolo, ma cotta diventa morbidissima e acquista un sapore che ricorda vagamente quello delle noci. Le scorzobianche sono ottime anche impanate e fritte, al vapore o crude tagliate a listarelle e aggiunte a insalate. Possono anche essere gustate bollite o alla griglia, accompagnate ad arrosti, altre verdure o pesce.

You may also like...