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Piante spontanee velenose…la Cicuta

Cicuta maggiore – Conium maculatum
Apiaceae

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Pianta estremamente velenosa, già nel V secolo a.C. venne introdotta ad Atene la pena di morte tramite avvelenamento da cicuta; la vittima più illustre fu Socrate.

“E ormai intorno al basso ventre era quasi tutto freddo; ed egli si scoprì – perché s’era coperto – e disse, e fu l’ultima volta che udimmo la sua voce: O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non dimenticatevene!”. Così Platone descrive nel “Fedone” gli ultimi istanti di vita di Socrate dopo che questi ha bevuto l’infuso di cicuta “nella giusta quantità per morire”. Si limita a scrivere solo questo Platone, sorvolando sugli altri effetti che il veleno contenuto nella cicuta origina come vomito, nausea e contrazioni muscolari.

Si tratta di una pianta erbacea alta fino a 2 metri, molto comune in campi, luoghi incolti, macerie.

Credit: Photo by Vito Buono - Bari

Le radici sono fusiformi e biancastre e potrebbero essere confuse con quelle della pastinaca (specie commestibile). La parte aerea invece dà difficilmente adito a confusioni, anche se le foglie potrebbero essere confuse con quelle del prezzemolo: il fusto ha delle strie rosse e basta strofinare le foglie per liberare composti volatili dal caratteristico odore di topo, dovuto alla presenza di acetammide.

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I composti tossici sono invece degli alcaloidi, tra cui i più importanti sono la coniina e la gamma-coniceina, estremamente velenosa.
Questi alcaloidi sono degli analoghi biologici della nicotina e i sintomi dell’avvelenamento sono tipici di questa
classe di neurotossine: salivazione, tremore muscolare, spasmi, infine morte per collasso respiratorio.

La composizione in alcaloidi varia durante lo sviluppo della pianta: durante la crescita vegetativa prevale la gamma-coniceina e la pianta risulta più tossica, mentre in fase di riposo vegetativo e all’interno dei semi prevale la coniina. La dose letale per un adulto corrisponde a una manciata di frutti immaturi (più tossici di quelli maturi) o a una decina di foglie.

Importante!!! L’avvelenamento per ingestione della pianta è raro, mentre è più comune quello indiretto, mediato da uccelli come la quaglia: questi infatti possono mangiare impunemente la cicuta, ma ne accumulano i principi tossici nella carne. Anche le lumache possono mangiare senza conseguenze le foglie della cicuta, accumulando al loro interno gli alcaloidi.

Immagine

Cicuta (in alto): i giovani fusti sono rotondi, lisci, senza scanalature. Le foglie sono più finemente suddivise rispetto a quelle del prezzemolo. I gambi invecchiati mostrano una tendenza a sviluppare macchie e striature
rosso/marrone. Se schiacciate, le foglie emanano un odore forte e sgradevole!
Prezzemolo (in basso): i fusti giovani tendono ad avere una colorazione rosa e presentano scanalature (come nel sedano). Le foglie non sono finemente suddivise come nella cicuta, sono anche leggermente pelose. Se schiacciate emanano un odore intenso ma non sgradevole.

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