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L’asfodelo bianco…

Asphodelus è un genere di piante della famiglia Liliaceae che comprende diverse specie erbacee, note genericamente con il nome volgare di asfodelo.

 

 

Il significato del nome del genere è molto interessante, perchè è composto da tre vocaboli greci associati e cioè a (con significato di alfa privativo) = non + spodós = cenere + élos = prato, prateria, quindi “prateria [che] non [si riduce in] cenere”, come si può ben vedere nelle garighe dei paesi meridionali europei, dove le diverse specie di asfodeli ricrescono subito abbondanti dopo gli incendi, perchè i loro organi sotterranei non vengono distrutti dal fuoco.

Secondo Omero (Odissea, XI, 675) i fiori di asfodelo (asfodelós) crescevano nell’Ade, dove “passeggiavano le ombre degli Eroi”; proprio in forza di tale mito i Greci li consideravano “fiori dei defunti” e li piantavano vicino alle tombe dei loro morti, affinchè le loro anime si cibassero delle loro radici tuberose. Il nome della pianta, ricordata anche da Ippocrate, Dioscoride e Plinio per le proprietà ricostituenti dei suoi bulbi e per le sue funzioni di panacea universale e di contravveleno contro le punture di serpenti e di scorpioni, è stato ripreso da Carlo Linneo nel 1737 e completato nel 1768 dal botanico inglese P. Miller col termine latino albus = bianco, riferito al colore dei fiori.

Comportamento ed habitat:

 

 

Cresce di preferenza in prati e pascoli ad altitudini elevate, ma può trovarsi anche ad altitudine relativamente basse (300-1700 m).

Portamento e radici:

Pianta eretta, alta 80-110 cm, con un robusto fusto cilindrico dato dallo scapo fiorale che è privo di foglie e di ramificazioni. Le radici sono date da un breve rizoma dal quale partono numerosi tubercoli fusiformi e ingrossati verso il centro e sono commestibili.

 

 

Foglie:

Partono tutte dalle radici e mancano sul fusto. Sono nastriformi, larghe 2-4 cm, lunghe 40-70 cm, vanno diminuendo la larghezza andando verso l’apice. Sono di colore glauco, totalmente glabre e prive di ghiandole, a sezione triangolare appiattita (trigone).

 

 

 

Fiori:

Numerosi, inseriti fittamente su di un racemo cilindrico lungo 20-30 cm  con un peduncolo di 1-1,5 cm; muniti di una brattea lunga quanto il peduncolo. Tepali 6, liberi, lunghi quasi 2 e larghi 0,6-0,7 cm, allungati e con l’apice ottuso, carnosi, bianchi e con una stria centrale verde. Stami 6 con filamento bianco a base triangolare, lungo circa 2 cm e antera arancione; sono inseriti su di una piccola formazione che circonda l’ovario. Quest’ultimo unico, con 1 stilo di 2 cm e 1 stigma rigonfiato all’estremità e poco più lungo degli stami.

Epoca di fioritura:Aprile-giugno

Frutti: Sono delle capsule ovoidi di varia lunghezza (10-20 mm), formate da 3 valve che a maturità si aprono (frutto deiscente) e mettono in libertà numerosi semi. Ogni valva presenta 7-8 rugosità trasversali.

COME COLTIVARE L’ASFODELO BIANCO

Per coltivare un asfodelo bianco in giardino è possibile prelevare la pianta per intero, operazione che a volte risulta essere complessa per via delle radici delicate, oppure raccogliere i semi dalle piante spontanee. La semina dell’asfodelo si effettua in estate, ponendo i semi in un terreno leggero, appena coperti e poi tenendoli all’esterno poiché hanno bisogno di freddo per essere attivati. La loro crescita è inizialmente piuttosto lenta, tanto che si potranno allevare in vaso fino al terzo anno, quando potranno essere trasferiti a piena terra, operazione da effettuare in primavera o in autunno, in buche profonde il doppio del pane di terra che avvolge le loro radici, distanti tra loro 30 o 40 cm.

Per creare una macchia folta le giovani piante vanno disposte a triangolo, ad una distanza di almeno 35cm l’una dall’altra. Il terreno, nel quale l’asfodelo bianco deve essere, come precedentemente menzionato, non troppo compatto, per evitare il marciume radicale. Il substrato deve essere ben drenato e ricco di sostanze organiche. L’asfodelo sopporta bene sia il caldo che il freddo e preferisce, di norma, luoghi soleggiati, pur sviluppandosi con difficoltà anche in quelli semi-ombreggiati. Per quanto concerne le innaffiature, l’asfodelo bianco può generalmente accontentarsi delle piogge, tuttavia nei periodi di prolungata siccità va innaffiato regolarmente, senza eccedere e bagnare troppo il terreno.

COME MOLTIPLICARE L’ASFODELO BIANCO

Oltre al seme, l’asfodelo può essere riprodotto anche per divisione del rizoma (stesso metodo adoperato anche per le calle). La divisione dei rizomi si pratica in autunno ed i rizomi così preparati si interrano a circa 25 cm di profondità, sempre in un terriccio adatto all’asfodelo.

MANTENIMENTO DELL’ASFODELO BIANCO

La potatura dell’asfodelo viene effettuata recidendo gli steli vecchi per favorire l’emissione di nuovi getti. Si asportano, inoltre, i fiori secchi. I fiori dell’asfodelo vengono raccolti quando sono ancora in boccio. L’asfodelo è una pianta rustica, resistente agli attacchi dei parassiti animali, tra le malattie fungine teme il già citato marciume delle radici causato da acqua ristagnante.

Utilizzo:

Erboristeria e commestibilità dei tubercoli
I vari trattati di erbe officinali fanno sempre riferimento all’Asphodelus microcarpus. Date le caratteristiche simili tra questa specie e l’Asphodelus albus, è tuttavia da pensare che i tubercoli dell’Asphodelus albus si prestino agli stessi utilizzi di quelli dell’Asphodelus microcarpus cioè per 
uso esterno come cura di dermatosi e scottature solari (decotto con 5 gr in 100 ml di acqua e applicato con pezzuole) ed anche per un possibile uso alimentare.

Curiosità:

Sono detti bastone di San Giuseppe, in quanto la tradizione vuole che nello scegliere un marito per Maria il consiglio del Tempio cercò un segno divino: l’uomo il cui bastone sarebbe fiorito sarebbe stato lo sposo della ragazza. San Giuseppe portava con sé un bastone di asfodelo e questo fiorì, segno che il Signore scelse lui da porre al fianco di Maria.

Questa pianta viene citata nel 1º libro della saga di Harry Potter. L’asfodelo in polvere versato in un infuso d’artemisia nel romanzo origina una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di “distillato della morte vivente”.

 

L’asfodelo in  Sardegna ha recitato per secoli un ruolo importante come materia prima per la fabbricazione di utensili per la casa. Con le sue fibre venivano realizzati strumenti atti a contenere le vivande,  in particolare nei paesi di Tinnura e Flussio, vi era una vera e propria “piccola industria familiare” di produzione di pregiati cesti artigianali, un tempo utilizzati per le lavorazioni casalinghe, in particolare per la panificazione. Questi cesti anticamente erano parte indispensabile del corredo della sposa prima del matrimonio. Attualmente in questi paesi la produzione di  cesti di varie forme continua, anche se rivolta, ora, a soddisfare le esigenze del turismo. Costruire contenitori artistici con l’asfodelo richiede tecniche di non facile apprendimento. Fabbricare cesti, anche se apparentemente semplice, richiede molta maestria e abilità.

Indicatore di degradazione ambientale

La presenza degli asfodeli, tipica nelle garighe, indica uno stato di degradazione dell’ambiente. Gli asfodeli sono tipici di zone prive di copertura arborea e di sufficiente strato di terreno.

 

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