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La patata Quarantina bianca genovese

La patata Quarantina bianca genovese, dalle innumerevoli denominazioni spostandoci da una vallata all’altra, è la varietà locale ligure di patata per eccellenza (Solanum tuberosum). Tubero a forma da rotonda a rotonda-ovale; buccia liscia, di colore giallo, pasta di colore bianco, germoglio a colorazione antocianica della base blu-violetto. 


Qualità culinaria adatta a tutti gli usi, con scarsa consistenza della polpa e aspetto umido, non farinoso e granulazione fine, gusto tipico di patata poco pronunciato, senza retrogusti, delicato. Sul territorio della montagna genovese è considerata la più antica e la più buona tra le varietà locali. Diffusa in tutto il territorio dell’entroterra genovese fino al confinante Appennino savonese e spezzino.

Coltivazione:

E’ una varietà semi-precoce, anche se quarantina probabilmente sottolinea la precocità della varietà, La sua resa è media ma si abbassa nei terreni pesanti e nelle zone umide.

I tuberi vengono messi a dimora tra marzo e aprile nei luoghi più caldi ed esposti, tra maggio e giugno oltre gli 800 m s.l.m. La raccolta avviene quando la parte aerea si presenta del tutto secca.

Per ottenere buoni risultati è necessario porre a dimora in campo tuberi di piccolo calibro, sani, regolari ed interi. E’ inoltre opportuno adottare una rotazione quadriennale per meglio contrastare la comparsa di avversità.
Per favorire una buona suberificazione e mantenere i tuberi protetti in campo si ricorre a 
rincalzature generose. Dopo la fase di cavatura dei tuberi il prodotto viene stoccato in magazzini areati e freschi. In passato, le patate venivano conservate per tutto l’inverno all’interno delle “fosse”: buche profonde un metro, scavate in alto e sul versante settentrionale, rivestite internamente con foglie di castagno, coperte con assi e terra.

La coltivazione dei tuberi da seme avviene solo sopra gli 800 m, su versanti ventosi.

Questa patata e’ anche chiamata Bianca di Montoggio, Bianca di Torriglia, Bianca di Rovegno, Bianca di Reppia, Bianca Nostrana è molto adatta per accompagnare le trenette al Pesto, con le Trippe o Stoccafisso, è particolarmente indicata per la preparazione degli gnocchi e per ottenere un purè cremoso.

 

La Quarantina non è apprezzata solo sul mercato locale, infatti una parte del nostro raccolto finisce sulle tavole dei ristoranti di Zurigo, in Svizzera.

Curiosità: 

Nel genovesato le conoscenze sulla patata e sulla sua coltivazione sono strettamente legate al nome di Michele Dondero, parroco di Roccatagliata (GE), che nel XVIII secolo, tra la non sottovalutabile diffidenza dei suoi fedeli, la introdusse proprio per arginare la miseria generale della popolazione. Riconosciuta l’importanza e apprezzatane la bontà e poliedricità, la patata si diffuse in tutto l’entroterra e fu, insieme alla castagna, il cibo principe di molte popolazioni delle campagne nei periodi di carestia e povertà. La patata quarantina, sul territorio della montagna genovese, è considerata la più buona e antica tra le varietà locali, era infatti già conosciuta alla fine del ‘700.

Negli anni 50 la coltivazione era stata abbandonata, per far posto a varieta’ piu’ produttive, rischiandone cosi’ l’estinzione, ma nel 1996 fu recuperata da giovani agricoltori, oggi organizzati in un Consorzio di Tutela.


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