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Coltivazione della patata

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La patata  è una pianta con tuberi carnosi che crescono sotto terra e ne costituiscono la parte commestibile (le patate che acquistiamo in negozio). Predilige i climi temperati caldi e i terreni ricchi di humus ed è originaria dell’America centrale e meridionale. In Perù le patate venivano coltivate già in epoca preincaica, se ne trovano di gialle, marroni, viola, addirittura azzurre e nere, di ogni forma e dimensione. Alcune sono piccole come noci, altre talmente grandi che si fatica a tenerle in mano. Anche i sapori variano enormemente tra loro, e questo spiega il fatto che la patata sia la regina nella cucina peruviana, e venga impiegata in primi e secondi piatti, come antipasto e anche per il dessert. Una varietà tipica peruviana è la patata vitelotte o patata nera.

La patata ha raggiunto le tavole europee solo a partire dalla fine del 1500, a opera degli spagnoli. In seguito si è diffusa in tutto il continente europeo fino a divenire una delle fonti alimentari più utilizzate. Attualmente è la quarta coltura al mondo per estensione, dopo grano, riso e mais.

Le varietà sono moltissime, ma si possono riunire in due gruppi: quelle a pasta gialla e quelle a pasta bianca.

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Piantagione

La coltura della patata necessita di terreno di medio impasto, profondo fresco e con pH leggermente acido. Per la riproduzione delle patate non si usano i semi, bensì i tuberi. Non utilizzare tuberi provenienti dal proprio orto, ma da altre zone, meglio se di montagna, perfettamente sani e forniti di gemme, i cosidetti “occhi”. La messa a dimora si effettua tra febbraio e giugno nelle regioni settentrionali e in settembre-dicembre a sud.

La distanza di semina è di 30 cm sulla fila e 50-60 cm tra le file. Le patate più grosse si possono tagliare in 2-3 pezzi contenenti 2-3 occhi ciascuno e lasciandole prima all’aria per 3-4 giorni. La zona tagliata si può anche cospargere di cenere ottenuta dal proprio focolare, in questo modo si assicura una più rapida cicatrizzazione del taglio e anche una piccola fonte di potassio, elemento di cui le patate necessitano per il loro sviluppo. la cenere si può anche spargere mischiandola con il  terreno lavorato che ospitera la piantagione. Il terreno va lavorato a fondo tracciando poi dei solchi profondi circa 10 cm in cui depositare e interrare i tuberi.

 

Cure colturali

La patata ha elevata necessita di concime. Ha esigenze assai alte di fosforo, molto alte di potassio. Il potassio facilita la sintesi di glucidi nelle foglie e la traslocazione di questi nei tuberi. Una buona alimentazione in potassio migliora la qualità dei tuberi. Il fosforo è un fattore di precocità e favorisce lo sviluppo radicale. Le concimazione di fosforo e potassio che più comunemente si fanno alla patata sono le seguenti:
– fosforo (P2O5) 70-100 kg ha come perfosfato 18-20 o perfosfato triplo;
– potassio (K2O) 200-300 kg ha meglio come solfato potassico.
I concimi fosfo-potassici devono essere interrati con la vangatura in autunno-inverno.
L’azoto è l’elemento più importante in quanto determina l’ampiezza dell’apparato fogliare e la sua efficienza fotosintetica, fattori sui quali si basa l’accumulo di amido nei tuberi. Tuttavia l’azoto in eccesso promuove un eccessivo sviluppo fogliare a scapito dei tuberi, ne ritarda la maturazione e ne diminuisce il contenuto di sostanza secca.
La somministrazione dell’azoto deve avvenire frazionata, in parte prima dell’interramento del “seme” (50%), in parte con localizzazione alla semina, ed in copertura, poco dopo la completa emergenza delle piante La forma di azoto che meglio si adatta è quella ammoniacale.
La patata è una coltura capace di trarre i massimi benefici dalla concimazione con letame, somministrato prima dell’inverno.

Nei terreni soggetti a incrostamento, in relazione all’andamento climatico, è utile una sarchiatura non appena le file siano ben visibili sul terreno. L’operazione è efficace anche come completamento alla lotta chimica contro le infestanti.
La rincalzatura consiste nell’addossare terra dell’interfila alla fila di piante di patata in modo da favorire l’emissione di rizomi e di radici dalla parte interrata degli steli. Si fa nelle 2-3 settimane successive alla semina con i germogli allo stadio di 2-3 foglie formando una “porca” di 20 cm di altezza sul piano di campagna: questo assicura condizioni ottimali di sviluppo alle radici, ai rizomi e ai tuberi-figli. La rincalzatura favorisce il radicamento, la tuberizzazione e la nutrizione, evita l’inverdimento dei tuberi e protegge questi, sia pur parzialmente, dall’infezione delle spore di peronospora cadute sul terreno. L’operazione di rincalzatura è da ripetre ogni 20 giorni, fino a quando le piante si toccano con l’apparato fogliare. Con i lavori di rincalzatura si esegue la concimazione azotata di copertura.

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Irrigazione

La patata ha esigenze idriche abbastanza elevate durante un periodo dell’anno in cui le precipitazioni sono ridotte. Il suo apparato radicale poco profondo, a debole capacità di penetrazione e di suzione, la rendono sensibile allo stress idrico. In Italia l’irrigazione è indispensabile negli ambienti centro-meridionali, mentre utile (anche se non indispensabile) nelle regioni settentrionali o nelle regioni di altitudine dove il deficit idrico è meno marcato. Il periodo critico per l’acqua va da 20 giorni prima a 20 giorni dopo l’inizio dell’antesi, allorché la patata sviluppa la fase più delicata del suo ciclo che è quella dell’ingrossamento dei tuberi. In questo periodo non dovrebbero mancare mai condizioni di buona umidità nel terreno. I sistemi di irrigazione più usati sono: infiltrazione da solchi ed aspersione.

Avversità e parassiti

Avversità climatiche
Le gelate tardive possono compromettere l’esito della coltura quando si verificano dopo l’emergenza delle piante: altrettanto dannosa è la siccità, specialmente se si manifesta nelle fasi iniziali di sviluppo della pianta o durante l’ingrossamento dei tuberi. La grandine può determinare gravi mutilazioni all’apparato vegetativo; i riflessi sulla produzione però sono più spesso di entità minore di quanto possa apparire dall’aspetto della parte aerea. Le condizioni climatiche non propizie possono avere sulla produzione un effetto negativo indiretto, in quanto favoriscono l’attacco di parassiti o di malattie di diversa natura.
Nematodi
Il più temibile è il nematode dorato (Heterodera rostochiensis) che può attaccare la pianta in tutte le fasi del ciclo, distruggendone il prodotto. La lotta si basa sia su principi agronomici, adottando avvicendamenti nei quali la patata ritorna sullo stesso appezzamento a intervalli lunghi, sia su principi genetici, utilizzando varietà resistenti.
Malattie crittogamiche
Peronospora della patata (Phitophthora infestans): si manifesta tanto sulle foglie, quanto sui tuberi; alcune varietà sono più resistenti; è facilmente controllabile con adeguati trattamenti (es. prodotti rameici).
Cancrena secca (Fusarium spp.): colpisce il tubero specialmente nel periodo di conservazione.
Scabbia polverulenta (Spongospora subterranea), scabbia comune (Actinomuces scabies) e scabbia argentea (Helminthosporium atrovirens): colpiscono il tubero nella zona epidermica, determinando la comparsa di pustole.
Rogna nera o cancro (Synchytrium endoticum): determina necrosi soprattutto nei tessuti interni del tubero.

Malattie da virus
La patata è una delle piante agrarie più colpite da virosi. Più virosi possono essere contemporaneamente presenti su una medesima pianta.
– Accartocciamento;
– Virus y;
– Virus x;
– Virus A;
– Virus M;
– Virus S;
– Mosaico aucuba.
Insetti
Grillo talpa (Gryllotalpa gryllotalpa), alcune specie di afidi (es. Mtzodes persicae), maggiolino (Melolontha melolontha), gremignolo (Agriotes lineatus), dorifora (Leptinotarsa decemlineata). Contro questi insetti sono possibili adeguati e specifici sistemi di lotta.

Raccolta

La raccolta delle patate novelle è anticipata, per motivi di mercato, ad uno stadio in cui la buccia non è ancora suberificata e si distacca facilmente esercitando con le dita una pressione tangenziale sul tubero.
Per le patate destinate al consumo fresco o all’industria la maturazione dei tuberi deve essere completa. Indicazioni semplici per valutare la raggiunta maturazione sono l’avanzato ingiallimento del fogliame, e la consistenza della buccia che non deve distaccarsi, ma essere ben suberificata e resistente agli urti.

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La raccolta viene fatta con  una vanga a denti.  S’infila l’attrezzo nel terreno a circa 40 cm dalla base del fusto e si rivolta il terreno in modo da tirare fuori i tuberi. E’ bene fare quest’operazione con il terreno non umido e facendo molta attenzione a non rovinare i tuberi. Lascia un paio di giorni i tuberi al sole ad asciugare.

 

Conservazione

Conservare i tuberi in locali non illuminati ed eliminarne periodicamente le gemme che tendono a formarsi in superficie. In ogni caso, quando le patate germogliano è meglio non mangiarle, perché il contenuto di solanina aumenta nettamente e questa sostanza può provocare diversi disturbi.

 

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